Ricostruiamo l'Italia a partire dall'università

Basta guardarsi intorno e cogliere i commenti di studenti, docenti, ricercatori, personale tecnico amministrativo, Lettori e collaboratori linguistici. A parte casi rarissimi, è un coro unanime. L'università così non va.
Dieci anni di tagli ai finanziamenti e al personale. La situazione è peggiorata nel 2008 con oltre 1 miliardo e mezzo di tagli ed è precipitata con la "riforma" Gelmini.
Per giustificare i tagli e la non-riforma Gelmini, hanno detto che c'erano molti sprechi. Ma invece di colpire gli sprechi, hanno tagliato sul diritto allo studio. Dicono poi che le università devono essere virtuose e autofinanziarsi. Ma se l'università è pubblica, va finanziata con fondi pubblici, perché ha delle finalità non completamente misurabili in termini economici. Un problema di non poco conto è che l'Italia ha il numero di diplomati e laureati tra i più bassi dell'Ocse. E questo non è un indicatore di sviluppo né di modernità. Quindi, l'accesso all'istruzione terziaria in Italia, come vuole la Costituzione, non è garantito.

Un'analisi approfondita sullo stato degli atenei in Italia è nel documento "Ricostruiamo l'Italia a partire università", presentato a gennaio 2012, dove sono anche indicate linee e proposte per una vera riforma di questo settore di importanza strategica nelle società cosiddette avanzate. Il documento è articolato in 4 capitoli: la governance di sistema, l'autonomia e la valutazione; la legge 240/2010; reclutamento, stato giuridico, personale tecnico-amministrativo e lettori/cel; offerta formativa e diritto allo studio.

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Da qualche anno si parla con insistenza di valutazione e meritocrazia, spesso confondendo i due concetti. Accantonando, per un momento, la meritocrazia che è stata agitata, più che altro, come clava ideologica, ci soffermiamo sulla valutazione, che è invece una cosa seria e sulla quale è stato prodotto, dall'Anvur, un modello molto discutibile, da autorevoli studiosi ritenuto addirittura sbagliato, e un eccessivo e costoso apparato burocratico adibito appunto a valutare le performance dei singoli e del sistema.
Il sistema messo in piedi è complicato e farraginoso e rischia di dare addirittura risultati opposti a quelli che si prefigge.
Le critiche della FLC non nascondono il rifiuto della valutazione, che, anzi, è ritenuta necessaria per evidenziare eventuali distorsioni del sistema e correggerle e, viceversa, valorizzare e disseminare situazioni virtuose.

Già nel gennaio 2012 è stato diffuso il documento "Anvur e valutazione di sistema. Così non può funzionare. Osservazioni e richieste della FLC CGIL" sul quale si è avviata una discussione approfondita sul modello di valutazione della qualità della ricerca proposto dall'Anvur, il VQR 2004-2010. Dalla discussione che ha coinvolto il mondo dell'università e della ricerca, e non solo gli ambienti sindacali, sono emerse critiche profonde e motivate. Ma il confronto con l'Anvur e con il Miur, nonostante aperture a parole, non ha portato alla revisione del modello.

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Il modo di lavorare dell'Anvur ha mostrato pecche, pasticci ed errori anche sull'abilitazione scientifica nazionale, scatenando polemiche a non finire. Per saperne di più: www.flcgil.it/universita/.

Il lavoro del Consiglio Universitario Nazionale

Sui problemi attuali dell'università, dai finanziamenti alla programmazione agli ordinamenti, una importante attività di analisi ed elaborazione la svolge il Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
È un organo elettivo di rappresentanza del sistema universitario, composto da 58 membri in rappresentanza di tutte le 14 aree disciplinari e delle figure professionali che lavorano nelle Università (ordinari, associati, ricercatori, personale tecnico-amministrativo) e degli studenti.
La FLC CGIL, in occasione delle elezioni per il rinnovo dell'organismo, sostiene quei candidati che per le loro posizioni, per la storia professionale e personale, danno garanzia di operare nell'interesse della comunità, affermando e sostenendo opinioni democratiche e progressiste.
Il CUN formula pareri e proposte al Ministero dell'Università e della Ricerca su varie questioni, anche molto delicate. Tra i tanti espressi negli anni 2011 e 2012 segnaliamo quelli su: Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), Tirocinio Formativo Attivo (TFA), Abilitazione scientifica nazionale, incarichi di insegnamento al personale tecnico-amministrativo ed ai Lettori/CEL.

Tutte le Mozioni e i Pareri approvati dal CUN sono stati pubblicati sul sito nazionale della FLC CGIL all'interno dei resoconti periodici delle sedute www.flcgil.it/tag/resoconto-cun/ o sul sito istituzionale del CUN www.cun.it/.