Rapporto ISTAT 2012

Da pochi giorni è stato presentato a Roma, alla Camera dei Deputati, il rapporto ISTAT 2012.
I dati indicano come l'istruzione - importante fattore di promozione sociale e di crescita ed equità - nel nostro Paese non raggiunga livelli soddisfacenti.

Conferma quanto la classe di origine sia determinante nel condizionare la scelta del percorso di studi e il successo scolastico e quanto la mobilità sociale - già molta bassa in Italia - sia in continua diminuzione (solo il 12,5 per cento dei figli della classe operaia raggiunge la laurea contro il 40 per cento dei figli della borghesia).

La scolarizzazione aumenta ma ancora pochi sono i diplomati e troppi gli abbandoni (tra gli studenti italiani il tasso di abbandono scolastico è del 15,5%; tra quelli stranieri raggiunge addirittura il 43,6%). Anche la situazione all'università non è da meno (calo delle immatricolazioni e ancor meno laureati).

Permangono, inoltre, gli storici divari territoriali con un netto svantaggio del Mezzogiorno.

Ma ancora più determinante dell'istruzione, nel ridurre le diseguaglianze di partenza, risulta essere il possesso di competenze che aumenta le probabilità di occupazione e consente retribuzioni più elevate, anche se restano notevoli gli squilibri di genere anche in questo campo.

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