Libri digitali per bambini, la ricerca

Libri per l'infanzia: carta o bit? È questo il dilemma. Se fino a un decennio fa la questione non si sarebbe mai nemmeno sollevata, adesso è al centro del dibattito sociale e mette in discussione decisioni familiari ed educative. Al momento, tuttavia, il cantastorie cartaceo sembra avere la meglio: solo il 30% dei genitori italiani fa uso di libri per bambini in versione digitale. È quanto emerso da un sondaggio online lanciato nel mese di gennaio da Filastrocche.it, Happi ideas, Mamamò e Nati per Leggere (in collaborazione con AIB, MLOL e Fattore Mamma). Oltre il 62% degli italiani preferisce ancora leggere ai propri figli i libri cartacei e il 20% è assolutamente contrario al loro uso diretto da parte dei bambini.

Come mai?

Molti di quelli che non hanno mai fatto uso di un testo digitale per l'infanzia non possiede un tablet o un iphone, lo strumento al momento più utilizzato per questo. Trovano perciò scomodo tenere in braccio il loro figlio davanti al pc, e preferiscono lasciargli la libertà di leggerlo in modo autonomo. Molti associano la tecnologia al gioco e preferiscono tenere distinte le due cose, molti ancora credono che il pc ecciti eccessivamente il bambino, mentre la lettura lo calma e lo invita alla riflessione. Infine più del 78% crede che il digitale rompa la magia del libro e l'interazione con il genitore. Quasi tutti quelli che fanno uso della tecnologia a questo scopo lo prediligono per i viaggi, gli spostamenti in genere, e le attese, mentre utilizzano il mezzo cartaceo sempre e comunque per le favole della "buonanotte".

Chi ha fatto o fa uso per se stesso di libri digitali è meno diffidente verso il fenomeno: dalla versione digitale si aspettano interattività, magari con una voce narrante che restituisca una componente sensoriale, e con una bella veste grafica.

Oltre al "pregiudizio" e ai timori verso questo strumento, un grande ostacolo alla sua diffusione è la carenza nel mercato di titoli in italiano: l'88% che ha utilizzato libri digitali per bambini dice di aver scaricato libri in lingua straniera.

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