Camusso e Pantaleo: finalmente si vota

Gli interventi di Susanna Camusso, Segretario generale CGIL e di Domenico Pantaleo, Segretario generale della FLC CGIL, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, sono avvenuti in un contesto che ha valorizzato uno dei patrimoni di cui possiamo andare maggiormente fieri: le arti e la musica. Parole, note e immagini lasciate all'interpretazione di giovani protagonisti, chiamati sul palco di un evento che ha voluto andare oltre l'appuntamento "sindacale".

La platea dei candidati della FLC CGIL alle prossime elezioni RSU ha potuto assistere all'esecuzione di brani musicali dell'Orchestra nazionale dei conservatori italiani, diretta dal Maestro Fabio Mastrangelo. Non solo note musicali ma anche la lettura da parte di Elisabetta Mandalari, Diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", di alcuni brani tratti dalla Costituzione, testi di Calamandrei e Di Vittorio e l'art. 2 dello Statuto della CGIL.

Nel corso dell'iniziativa è stato presentato il video di invito al voto rivolto ai lavoratori della conoscenza, che metteremo presto a disposizione sul nostro canale YouTube.

Camusso: elezioni RSU e difesa dei diritti, due facce della stessa medaglia

Appena salita sul palco, Susanna Camusso, Segretario generale della CGIL, ringrazia l'orchestra nazionale dei Conservatori italiani diretta dal maestro Mastrangelo - che si è appena esibita con un pezzo di Beethoven - per averci ricordato qual è il vero significato della Bellezza. Per averci fatto notare la differenza col significato che è stato attribuito a questa parola negli anni appena trascorsi. Per ricostruire occorre ripartire anche dalle parole, dal loro vero significato.

Davanti ad un'assemblea come questa all'Auditorium di Roma, costituita in gran parte da candidati RSU della scuola, dell'università, della ricerca, dell'alta formazione artistica e musicale, Susanna Camusso ricorda quanto sia stato difficile e importante, dopo il fascismo, la guerra e la Resistenza, istituire una scuola nazionale, pubblica, laica. Il boom economico non riguardò solo nuove opportunità per il lavoro ma anche e, soprattutto, per l'istruzione che si volle aperta a tutti e obbligatoria. Ora con i progetti della Lombardia, con l'istituzione di un secondo canale d'istruzione, si vuol far tornare l'Italia agli anni '50, dove la ricchezza sia l'unico criterio per poter accedere ad una buona istruzione.

Il Segretario generale CGIL ribadisce le critiche alle politiche attuali che prolungano l'età pensionabile e al MIUR che non deve permettere alle Regioni di legiferare in materia d'istruzione. Il declino del nostro paese è dovuto proprio al fatto che non si investe da anni nei settori della conoscenza e i giovani, per poter lavorare, sono costretti ad emigrare.

La riforma del mercato del lavoro - continua - non può prescindere da una riforma della scuola, dell'università, della ricerca, dell'AFAM che prepari effettivamente al lavoro, che combatta la dispersione scolastica, che riqualifichi l'istruzione tecnica. Occorre ricomporre tutto ciò che il passato Governo ha demolito e riparare i danni che ha prodotto in tutte le articolazioni della pubblica amministrazione. L'ossessivo richiamo, anche dell'attuale Governo, all'articolo 18, che vogliono far passare come panacea per tutti i mali del nostro paese, sembra piuttosto il tentativo di ridurre il lavoro a servitù. Si tenta di rompere i legami democratici esistenti, prescindere dalle opinioni dei lavoratori su ciò che direttamente li riguarda. Ma ora finalmente si vota, a dispetto di chi queste elezioni non le voleva o pensava se ne potesse fare a meno.

La Camusso, infine, riafferma la funzione della CGIL che è quella di dare risposte ai bisogni dei lavoratori, di rappresentarli e tutelare i loro diritti tramite lo strumento della contrattazione. Se questo è conservatorismo (una delle accuse provenienti da più parti che si fa al sindacato)... W il conservatorismo!

La CGIL partecipa alla sfida democratica rappresentata dalle elezioni RSU e non teme di confrontarsi.

Ascolta l'intervento integrale su RadioArticolo1.

Pantaleo: elezioni RSU, Ricostruire l'Italia a partire da una grande prova di democrazia

Produrre cultura è fonte di democrazia. Così esordisce Domenico Pantaleo, Segretario generale FLC CGIL, nell'intervento conclusivo. E lo fa per ringraziare ed elogiare i giovani musicisti che si sono appena esibiti: "noi vogliamo valorizzare questi talenti perché sono un patrimonio del Paese". Il mondo non può essere concepito come un grande mercato ma deve garantire all'umanità diritti civili e sociali. La cultura è fondamentale per affermare una democrazia vera nella quale ogni persona possa avere cittadinanza e voce.
Siamo una grande organizzazione fatta di donne e di uomini che aspirano ad una società basata sulla uguaglianza, la solidarietà e la democrazia. Noi possiamo vantarci di non esserci mai piegati alle politiche xenofobe e di discriminazione.

Pantaleo ringrazia anche le migliaia di lavoratori che si sono candidati nelle nostre liste. Si tratta di un "atto di vero e proprio coraggio" in questa difficile situazione politica e sociale nella quale prevalgono sfiducia, sofferenze e solitudine. È un atto di amore e di solidarietà verso gli altri, perché l'unità e la solidarietà tra le persone sono le condizioni fondamentali per rispondere alla frammentazione e alla disperazione sociale. Un particolare ringraziamento va anche a tutte le strutture della FLC CGIL e Pantaleo sottolinea che sono state impegnate in un lavoro massacrante per completare e presentare le liste. Essere riusciti a presentarle in quasi ogni posto di lavoro conferma il legame dei nostri gruppi dirigenti con i lavoratori costruito con un faticoso e intenso lavoro quotidiano.

La democrazia è il tema dell'oggi e le RSU sono il massima espressione di democrazia. Queste elezioni le abbiamo conquistate con le unghie e con i denti. Pantaleo aggiunge di voler dedicare questa conquista di democrazia alle lavoratrici ed ai lavoratori della Fiat che invece se la vedono negata.

Per la FLC ciò che succede a Pomigliano, dove si nega agli iscritti della Fiom di poter rientrare a lavorare, è la conferma di come si vuole espellere la Costituzione dai luoghi di lavoro e di come i cantori della modernità che hanno difeso il modello Marchionne vogliono tornare all'800.
Per noi la difesa dell'art. 18 non è solo una battaglia di civiltà: vogliamo consegnare alle giovani generazioni un sistema di diritti che impedisca che diventino sudditi. L'art.18 non è materia da trattare perché rappresenta la civiltà del lavoro dell'oggi e del futuro.

Siamo stati in campo per sconfiggere Berlusconi ed il berlusconismo e ora lo siamo ancora contro la triade Fmi, Bce e Ue che hanno condannato il popolo greco alla povertà e all'umiliazione. La vera violenza in Grecia è quella del mercato che strangola un intero popolo. Cooperazione, partecipazione e democrazia sono i nostri valori per cambiare l'Italia e affermare un'Europa che garantisca più occupazione, migliori salari, più stato sociale.
Noi vogliamo innovare, ma non accettiamo mai una idea gerarchica ed autoritaria. L'alternativa non può essere populismo o tecnocrazia. Per noi, sottolinea Pantaleo, è fondamentale difendere le prerogative della contrattazione insieme alla libertà d'insegnamento e di ricerca.

Altre organizzazioni sindacali, ha aggiunto Pantaleo, ora dicono di voler cancellare le norme volute dal Ministro Brunetta, ma forse dimenticano di averle accettate ed avallate firmando gli accordi separati. Solo noi con coerenza combattiamo questa deriva da anni.

C'è anche un problema salariale, per questo noi vogliamo il rinnovo dei contratti e una efficace riforma fiscale.

In molti ci invitano a non avere tabù. Ma perché, si chiede Pantaleo, si usano espressioni come tabù e totem quando si parla di lavoro e di diritti sociali e invece quelle stesse parole non vengono usate per chi si oppone alla patrimoniale, alla riduzione delle spese militari e a una seria lotta contro le tante ingiustizie? Perché fino ad ora il Governo Monti ha colpito solo lavoratori, pensionati e giovani con una riforma pensionistica assurda e devastante per i lavoratori pubblici e privati? La partita pensioni deve essere riaperta con tutti i mezzi possibili perché non si possono condannare i giovani a pensioni da fame e a 70 anni e imporre ai lavoratori un allungamento assurdo dell'età pensionabile con rendimenti nettamente più bassi. Si blocca l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani a partire dai nostri comparti.
Vogliamo una politica basata sulla giustizia sociale. Questo nuovo Governo, per quanto prestigioso e competente, non ci sembra abbia ancora imboccato questa strada. Se Berlusconi è stato sconfitto e si è arrivati ad un cambio del quadro politico con il Governo Monti è stato grazie anche alle lotte della CGIL e dei movimenti, ai referendum vinti su acqua e nucleare e alla straordinaria mobilitazione delle donne contro il sopruso, la violenza sui propri corpi e sulla propria libertà.

Sul precariato e la precarietà che umiliano le persone, incalza Pantaleo, sfidiamo il Governo a cancellare quella disumanità. Si parta dai nostri comparti che vedono centinaia di migliaia di lavoratori in attesa di una prospettiva di stabilizzazione. Ci vuole un piano di reclutamento straordinario nella scuola, nell'università, nella ricerca e nell'AFAM. Non ci sembra che l'introduzione dei tecnologi a tempo determinato e dei docenti a titolo gratuito negli atenei vadano in questa direzione. Vogliamo che si rilanci la ricerca di base rispetto a quella applicata, come ha fatto il presidente degli Stati Uniti, che ha scelto anche di tagliare la ricerca militare a favore di quella civile.

Anche il ripristino degli scatti di anzianità ed il recupero di quelli persi dai precari con il contratto separato dello scorso agosto, sono tra le nostre priorità. Chiediamo di tornare ad investire su organici, sud, edilizia scolastica e diritto allo studio. La FLC è con gli studenti ed i giovani, per riaffermare che l'istruzione è un diritto e non un lusso. Anche per questo siamo contro l'abolizione del valore legale del titolo di studio: si tratta di una operazione classista che lascerebbe spazio alla possibilità di poter utilizzare le competenze e i saperi per poter aspirare a un lavoro dignitoso solo per i figli dei ricchi. Invece di discutere di abolizione del valore legale del titolo di studio si discuta di come rendere esigibile per tutti il diritto al sapere.

Pantaleo conclude il suo intervento con un accenno al clima di questa campagna elettorale. Ci sono brutti segnali da parte di altre organizzazioni che basano la loro campagna su promesse o ricatti: in questo modo il sindacato diventa esso stesso un fattore d illegalità. La FLC non fa promesse ma chiede ad ogni lavoratrice e lavoratore di essere protagonista del cambiamento. Con un forte voto alla FLC ed alla CGIL vogliamo mettere un argine a questa deriva. Non saremo mai il sindacato dei funzionari e ci impegniamo anche nei prossimi anni a dare sempre la parola ai lavoratori per approvare o respingere gli accordi come abbiamo fatto con l'ultimo biennio contrattuale che non abbiamo sottoscritto. Chiederemo di cancellate la legge Brunetta perché non tolleriamo che i diritti si trasformino in arbitrio. Non accettiamo che si pretenda da parte del Governo Monti di applicare le controriforme della Gelmini.

Vogliamo ricostruire l'Italia, come recita lo slogan di questa bella manifestazione, non da soli ma con tutti coloro che in questi anni hanno lottato per un paese migliore. La democrazia è anche fiducia nel futuro e chiediamo un voto per le nostre liste, perché siamo convinti di poter contribuire a migliorare questo Paese: "votate e fate votare la FLC CGIL".

Ascolta l'intervento integrale su RadioArticolo1.

Brani musicali eseguiti dall'Orchestra nazionale dei conservatori italiani diretta dal Maestro Fabio Mastrangelo
M. Novaro: Inno nazionale (arrangiamento e orchestrazione di Vito Andrea Morra)
A. Galli: Inno dei lavoratori (arrangiamento e orchestrazione di Paolo Messa)
Ludwig van Beethoven: Leonore Ouverture n. 3 op. 72
W. A. Mozart: "Adagio-Allegro" e "Finale: Allegro" dalla Sinfonia n. 39 K. 543
F. Mendelssohn: "Con moto moderato" e "Saltarello" dalla Sinfonia n. 4 op. 90 (Italiana).

Fabio Mastrangelo
Principal Conductor & Music Director
State Hermitage Orchestra "St. Petersburg Camerata"
Artistic Director
Ensemble Novosibirsk Camerata - Novosibirsk State Philharmonic
Principal Guest Conductor
Novosibirsk Symphony Orchestra
Kazan National Symphony
Music Adviser
"Petruzzelli" Opera Theatre - Bari
Permanent Guest Conductor
State Opera & Ballet Theatre "Mariinsky" - St. Petersburg
Operetta Theatre - St. Petersburg
Per saperne di più

Elisabetta Mandalari
Diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico". È stata diretta dai registi: Luca Ronconi, Toni Servillo, Valerio Binasco, Lorenzo Salveti, Mario Ferrero, Eimuntas Nekrosius, Walter Manfrè, Walter Pagliaro, Michele Monetta, Michele Placido.
Premio della critica al premio delle arti 2011, Festival dei due mondi di Spoleto.
Menzione speciale al Premio Hystrio 2011, e al Premio Hystrio alla vocazione.