Le tue idee

  • 15/09 – Mario Carolla – COME NE USCIAMO?

    Quando negli anni '60 lessi per la prima volta "Il mondo come io lo vedo" di Albert Einstein, edito nel 1931, non feci molto caso alle frasi che il grande fisico argomentava sulla crisi. Anche allora imperversava la crisi ed era quella (la crisi del '29) passata alla storia repubblicana, seguita al fascismo, come la più mostruosa mai registrata. Quella crisi fu risolta solo con la Ricostruzione dopo una devastante guerra mondiale. Oggi non è pensabile avere un'altra guerra mondiale e allora......, torno alla domanda che mi sono posto: "Come ne usciamo?".

    Negli anni '60 (non ricordo con esattezza l'anno, ma certamente studiavo ancora all'Università di Napoli) eravamo in pieno "boom" economico e, dunque, ai miei occhi di studente, ma certamente agli occhi di molti, parlare di crisi non poteva interessare più di tanto.

    Oggi, invece, rileggendo quelle frasi, rubate da un post in una libreria di Lecce, non posso che sbalordirmi per due motivi:

    1) il contenuto di esse è pervaso da una straordinaria attualità, sembra proprio che siano state scritte ieri; ma, del resto, cosa ci si può aspettare dalle riflessioni del più grande scienziato che sia mai vissuto, senza far alcun torto ad Archimede, Newton ed altri, se non una lettura coerente e precisa del suo presente con lo sguardo rivolto al futuro? Egli apre così le sue riflessioni: "Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura".

    2) le sue riflessioni sono in perfetta sintonia con il mio modo di pensare e leggere la realtà della crisi di oggi, soprattutto, nel contenuto del periodo che le apre "alla grande", riportate sopra. Tutti in Italia, in Europa e nel mondo pensano che per uscire dalla crisi occorre innescare un processo che si sostanzi di rigore e crescita (sperimentate tante volte). Queste categorie saranno pure necessarie nel contingente, ma la vera salvezza delle future generazioni sta proprio nel cessare di pensare che le cose cambino continuando a fare sempre le stesse cose che ci hanno portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti.

    Albert Einstein conclude: " È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono delle lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere della crisi è esaltare il conformismo. Invece lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

    Per superare il disastro occorre estirpare la radice del male che sta, a mio avviso, in questo concepire barbaro del sistema economico, fondato sul predominio della finanza, che ha reso il capitalismo un serpente velenoso che fagocita tutto ciò con cui viene in contatto, dopo aver cancellato ogni valore di civile convivenza tra le persone e tra i popoli.

    Ritengo assurdo che mi svegli al mattino, che accenda la televisione per ascoltare le prime notizie della giornata mentre sorbisco il primo caffè e che senta parlare con enfasi sempre di borse e di "spread". Facciamo qualcosa!

    Quando cominceremo a fare cose diverse? L'utopia, qualche volta, per una sorta di mutazione genetica può diventare realtà. Io mi accontento di crederci! Ma....basta solo crederci?

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  • 10/09 – Ross – Ricostruire l'Italia? Occorre ricominciare dagli italiani e soprattutto dai politici italiani...li sottoporrei ad una batteria di quiz - quegli stessi assurdi test che sottopongono ad aspiranti docenti, a ragazzi che vorrebbero seguire le loro inclinazioni iscrivendosi a questa o quella facoltà!!! Se li passano governano altrimenti A CASA.
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  • 02/09 – Angelica52 – Invio la lettera di un collega insegnante come me di Quota 96 che vi pregherei di leggere con molta attenzione: http://www.latecnicadellascuola.it/index.php?id=39047&action=view&c
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  • 27/08 – Vincenzo Rossi – Augurando buona ripresa a tutti,
    ai fini di una Scuola DAVVERO "ricostruita" (PER COLORO CHE LO VOGLIANO) vi riporto uno stralcio pubblicato sul Sito Nazionale della FLC CGIL il 22 agosto scorso di un collega di Siena: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/io-professore-di-liceo-difendo-i-voti-bassi.flc

    Gentile Veladiano,
    sono un tuo collega e ti scrivo a proposito dell’articolo del 14 agosto “Cari prof, non date mai meno di 4 agli studenti”.
    Ho sempre ritenuto opportuno usare tutta la gamma dei voti
    (escluso per la verità l’1 ed assegnando con molta parsimonia il 10)
    e non ho mai avuto casi di autolesionismo; e molto raramente casi di ritiro da scuola.
    Il problema, secondo me, non sta nel voto numerico, che resta, nella totalità della sua gamma, il mezzo più diretto, economico, semplice e TRASPARENTE per graduare i risultati dell’apprendimento; i giudizi rischiano di essere intrisi di “didattichese” e di eufemistiche ipocrisie, come spesso è avvenuto in questi anni nella scuola dell’ OBBLIGO;
    si accusano sempre i voti troppo bassi di creare disagio psicologico, ma non si dice mai che certi entusiastici giudizi ammanniti con LARGHEZZA ed OPPORTUNISMO nella scuola dell’obbligo, ..., hanno talora creato sensi di onnipotenza altrettanto pericolosi ed incapacità di rapportarsi alle difficoltà della vita.....
    Occorrerebbe poi un’analoga EDUCAZIONE riguardo alla natura del VOTO anche nei confronti dei GENITORI,
    i quali lo considerano sempre più spesso un trofeo da ESIBIRE o una vergogna da nascondere o un’offesa PERSONALE. Molte delle tragiche vicende cui facevi riferimento nel tuo articolo nascono, più che dagli errori della scuola, da una PRESSIONE familiare derivata da questa PERVERSA e DEFORMATA visione del VOTO.
    Prof. Lodovico Guerrini — Liceo Classico Piccolomini, Siena.

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  • 31/07 – C66 – Spero che riusciate a trovare il modo per evitare che i docenti inidonei per motivi di salute subiscano il demansionamento nei ruoli del personale ATA anche se non hanno esercitato questa opzione.
    Si tratta di persone con problemi di salute e titoli di studio (che temo nessuno abbia mai voluto seriamente censire) assai diversi fra loro, che spesso potrebbero trovare ricollocazioni più consone e proficue nella P.A.

    Grazie

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  • 20/07 – Impedita – sono una docente di scienze motorie dichiarata permanentemente fuori ruolo per motivi di salute e due cause di servizio. ho master di perfezionamento in orientamento, esperienze di funzione strumentale, corso per funzione strumentale, idoneità concorso coordinatore educazione fisica, partecipazione ai Consigli di Istituto, collaborazioni con enti per le attività di orientamento, laurea in scienze motorie area management...inclusa nelle ultime graduatorie per incarico di dirigente scolastico, esperienza di dirigente in PA ambito socio educativo sanitario...
    vorrei essere utilizzata come vicaria nella scuola dove ho insegnato per 15aa, ...
    perchè non può essere valorizzata la mia esperienza professionale, a cosa serve il life long learning se poi non viene speso nel mondo del lavoro?
    perchè non ho diritto ad una carriera anch'io...sono bravi solo i dirigenti che hanno superato un concorso o che hanno esperienza di conduzione di gruppi?
    Vorrei guadagnarmi lo stipendio con dignità....

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  • 09/07 – Paola – Ho letto con piacere la nota 5092 del Miur 05/07/ 2012 riguardo il piano di formazione linguistica dei docenti scuola primaria : il corso non è obbligatorio... benissimo...prevede quindi che ci sia la disponibilità e la volontà del docente a frequentare il corso OK !!!
    Adesso mi domando perchè è obbligatorio che insegni inglese nelle classi che mi verranno assegnate?

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  • 05/07 – Piero – Vorrei proporre ai partiti che sostengono il governo Monti, al Presidente della Repubblica, come mio rappresentante, di valutare e quantificare tutte le spese militari in essere, non legate a missioni "umanitarie" od a impegni NATO (queste valutabili in un secondo momento rispetto al ruolo dell'Italia nell'alleanza atlantica) e girare queste somme per lo sviluppo, la ricerca universitaria e la spending review. Inoltre vorrei chiedere, attraverso il sindacato, visto che non so come altrimenti fare, che ci sia informazione sulle spese militari e di fare presente questa cosa al segretario del PD Pierluigi Bersani che non mi pare nei suoi interventi a sostegno del governo, abbia mai chiesto un rendiconto delle suddette spese. Grazie.
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