Lettera al Ministro Profumo dda parte di un insegnante

16/10 - Antonio DL - 26 mi piace - 1 commento
Sono un insegnante di matematica e scienze nella scuola media. Devo dire di essere davvero sconcertato dalla semplicistica e riduttiva considerazione che il Ministro Profumo ha sul lavoro dei docenti. Secondo l’autorevole analisi di un “Ministro tecnico” i docenti della scuola Italiana dovrebbero lavorare di più per avere gli stessi standard dei colleghi europei. Per il Ministro Profumo andrebbero bene 24 ore rispetto alle attuali 18. Naturalmente le tabelle utilizzate per un confronto riguardano soltanto alcuni parametri, quale quello dell’orario settimanale. Come mai non viene confrontato lo stipendio mensile dei docenti, tedeschi, francesi, austriaci o di qualsiasi altro paese con quello dei docenti Italiani? La mia busta paga (da 13 anni al servizio dello stato, prima come precario ed ora di ruolo) è di 1300 €.
L’orario settimanale da me prestato ammonta a 18 ore di lezione frontale, alle quali vanno sommate (minimo) due ore di interruzione obbligatoria del servizio che vengono inserite per consentire il ricevimento dei genitori in orario mattutino e l’organizzazione/disposizione di eventuali sostituzioni di colleghi assenti. A questo monte ore vanno sommate, come da contratto, 40 ore/anno per attività funzionali all’insegnamento e 40 ore/anno di attività collegiali, consigli di classi ecc..
Tra gli adempimenti individuali non conteggiati nel contratto rientrano le attività relative:
a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b) alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie.
Questi ultimi adempimenti non conteggiati nel contratto sotto quale forma verrebbero riconosciute dal Ministro? Prestazioni opzionali facoltative? Ci esponga meglio il suo pensiero e ci dica se l’aumento dell’orario verrà utilizzato per nuove forme di organizzazione della didattica oppure se verrà trasformato in un aumento dell’orario frontale per le lezioni. Temo si voglia soltanto recuperare ore a disposizione per le supplenze a scapito dei docenti precari. Per una simile soluzione non era necessario scomodare un “Governo tecnico” con dei “Ministri tecnici”, essa indica una visione della funzione docente relegata esclusivamente alla vigilanza degli alunni e non alla loro crescita culturale.
Il nostro mestiere viene frequentemente sottoposto alle critiche più disparate quando basterebbe provare una sola settimana a sostituirsi al lavoro di un docente, e mi auguro che in questo il Ministro possa avere un valido suggerimento dal Signor Sottosegretario che questo mestiere l’ha fatto.
Inoltre il Signor Ministro in una sua risposta al “question time” della Camera dei Deputati si è soffermato tanto sulle novità introdotte nel concorso per docenti e tra queste ha sottolineato come estremamente importante la prova di una lezione, come se fossimo in un’aula universitaria.
Ora un invito al Signor Ministro, le suggerisco di condurre la lezione in un contesto di 25-27 alunni oppure 30, prelevati da scuole inserite in territori di frontiera “per vedere l’effetto che fa” e poi magari questa stessa prova di lezione la farà anche Lei, Signor Ministro, per vedere quanti minuti resisterà.
COMMENTI
  • 18/10 - liliana
    concordo su tutto!
    ciao,
    sono una collega...per mia sfortuna ancora precaria; la tua lettera è un concentrato di tutta l'indignazione che questa gente si sta portando dietro.
    Le proposte insensate che da tempo cadono addosso alla scuola sembrano aggravarsi di settimana in settimana; siamo dentro fitte trama di non senso... e ciò che lascia veramente sgomenti è l'incapacità di tanti "cervelloni" a pensare seriamente ai discenti....
    il mio più grande desiderio è vedere ministro dell'Istruzione une persona competente...ma haimè chi veramente lo è non arriva di certo li
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