Disfattismo dei media e disinformazione

08/02 - trishadria - 53 mi piace
Ecco un caso lampante di come i nostri giornalisti manipolano l'informazione per fare apparire l'Italia peggiore di quanto non lo sia effettivamente.
Commissione Ue, in Italia corruzione preoccupante. Malmström: fiducia minata
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-03/commissione-ue-italia-preoccupante-corruzione-politica-120907.shtml?uuid=ABKGf8t
Vi invito, infatti, a notare la discrepanza tra il titolo (da cui si evince che la corruzione esiste solo in Italia) e l'effettiva dichiarazione della Malmstrom: " In Europa non ci sono aree non affette da corruzione. Prendiamo atto dei progressi fatti e delle buone pratiche, ma i risultati raggiunti sono insufficienti e questo vale per tutti gli stati membri», ha detto a Bruxelles il commissario agli affari interni Cecilia Malmström, presentando il primo rapporto europeo sul tema.”
Nel 2012 TG, talk show, giornali e portali web italiani hanno iniziato a diffondere quotidianamente dati allarmanti sulla crisi nel nostro paese: oltre un milione di licenziamenti; 1000 imprese chiudono ogni giorno; suicidi causati da difficoltà economiche. Se li aggiungiamo alla discesa del PIL e al famigerato “andamento dello spread”, ecco che i poveri cittadini sprofondano nell'abisso della disperazione, la gente non spende, consuma meno, i negozi soffrono e la crisi scoppia davvero.
Ma ora vediamo i dati reali:
Secondo UnionCamere nel 2012 sono nate 383.883 imprese mentre sono 364.972 quelle che hanno chiuso i battenti. C'è quindi un saldo positivo di oltre 19mila imprese create rispetto a quelle scomparse.
Ora vediamo quanto è reale la cifra di un ”milione” (1.027.462) di licenziamenti avvenuti nel 2012 e diffusa senza tregua dai media. Bisogna pure chiedersi quante assunzioni ci sono state e, più precisamente, se i posti di lavoro persi globalmente (pensionamenti, scadenze contrattuali, dimissioni, licenziamenti) superano i posti “attivati” nello stesso periodo. Ecco allora che i numeri cambiano: infatti, i posti attivati sono 10.374.010, quelli persi 10.211.317; la perdita netta è quindi di 162.693 posti di lavoro effettivamente persi. Forse non è poco, ma occorre rilevare che i media non hanno dato la notizia correttamente. Se poi consideriamo che nel 2009 la perdita era stata di 364.239 posti di lavoro, ci accorgiamo che nel 2012 la situazione non era poi così peggiorata come volevano farci credere.
Ora veniamo alla vera e propria bufala sulla disoccupazione giovanile. L’ultimo dato diffuso mostrava che la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 40% e quindi, apparentemente 4 giovani su 10 non trova lavoro.
Ebbene la notizia è FALSA, o meglio...
Si tratta di un “errore” compiuto dalla gran parte dei giornalisti e che l’ISTAT cerca invano di correggere ogni volta che diffonde i dati sulla disoccupazione giovanile nella fascia d’età 15-24.
Sì, avete letto bene: 15-24.
La scuola dell’obbligo si estende fino al 16° anno d’età, quindi tutti i quindicenni non possono attivamente cercare lavoro. Inoltre la gran parte dei giovani continua a frequentare il liceo fino ai 18 anni e un buona parte prosegue poi gli studi universitari fino ai 23-24 anni e non partecipa quindi alla ricerca attiva di lavoro.
Quello che Raitano e la maggior parte dei giornalisti dimentica di ricordare è che i dati sulla disoccupazione dovrebbero tener conto solo dei giovani che stanno attivamente cercando lavoro e non lo trovano.
Infatti i dati cambiano sensibilmente: in realtà, tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d'età.
Ora la domanda da porsi è perché i giornalisti si divertono a dare notizie false ed esageratamente catastrofiche? Perché cercano di fiaccare ulteriormente il morale dei cittadini italiani? Perché vogliono farci credere (purtroppo riuscendoci) di essere la peggiore nazione in Europa, perennemente sull'orlo della bancarotta?
Ai voi l'ardua risposta!
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